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I numeri ISPRA 2024

Inceneritore Quanti sono in Italia, dove sono e come funzionano

In Italia nel 2024 un inceneritore di rifiuti urbani c’era in 14 regioni, per 35 impianti in tutto, 25 dei quali in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana (ISPRA, Catasto Nazionale Rifiuti). Qui trovi la tabella per regione, i cinque passi del funzionamento e la differenza con il termovalorizzatore. Se hai rifiuti speciali da smaltire, il modulo in fondo ti mette in contatto con le imprese autorizzate.

Impianto di incenerimento visto dalla strada d'accesso con capannone grigio, camino, camion e cipressi Immagine generata con intelligenza artificiale
Un impianto visto dall’esterno: il camino è la parte che si vede, i filtri quella che conta.
Il pezzo centrale

Quanti inceneritori ci sono in Italia, regione per regione

Gli impianti di incenerimento di rifiuti urbani attivi nel 2024 secondo il Catasto Nazionale Rifiuti di ISPRA: 35 in tutto, 25 dei quali in quattro regioni del Nord.

Regione
Impianti nel 2024
Lombardia
Impianti nel 2024 12
Emilia-Romagna
Impianti nel 2024 7
Veneto
Impianti nel 2024 3
Toscana
Impianti nel 2024 3
Piemonte
Impianti nel 2024 1
Trentino-Alto Adige
Impianti nel 2024 1
Friuli-Venezia Giulia
Impianti nel 2024 1
Lazio
Impianti nel 2024 1
Molise
Impianti nel 2024 1
Campania
Impianti nel 2024 1
Puglia
Impianti nel 2024 1
Basilicata
Impianti nel 2024 1
Calabria
Impianti nel 2024 1
Sardegna
Impianti nel 2024 1
Italia
Impianti nel 2024 35

Senza impianti di incenerimento di rifiuti urbani: Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo e Sicilia. Nel 2024 i 35 impianti hanno trattato 5.484.265 tonnellate di rifiuti urbani e di rifiuti derivati dal loro trattamento. Fonte: ISPRA, Catasto Nazionale Rifiuti, sezione impianti, anno 2024, letto il 13 ottobre 2026. Il Catasto dà i conteggi, non i nomi: per questo qui non trovi impianti né gestori.

Nastro trasportatore inclinato che porta materiale triturato alla sezione di alimentazione di un impianto Immagine generata con intelligenza artificiale
Il nastro che porta il rifiuto alla fossa di carico: è il primo dei cinque passi.
Come funziona

Come funziona un inceneritore: i cinque passi

Dalla fossa al camino: quello che succede dentro un impianto, senza il gergo.

1 Ricezione

Il rifiuto arriva, viene pesato e scaricato nella fossa, dove un carroponte lo mescola per renderlo omogeneo.

2 Caricamento

La benna porta il rifiuto nella tramoggia del forno: a griglia mobile per gli urbani, rotante per molti rifiuti speciali.

3 Combustione

Nella camera i gas devono restare ad almeno 850 °C per almeno due secondi: lo fissa la direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (art. 50).

4 Recupero del calore

I fumi caldi passano in una caldaia: il vapore scalda o, nel termovalorizzatore, muove una turbina che produce energia elettrica.

5 Fumi e residui

I fumi passano per filtri e reagenti prima del camino; ceneri e scorie escono come rifiuti con i codici della famiglia 19 01 e vanno a impianti dedicati.

Le parole

Inceneritore e termovalorizzatore: che differenza c’è

Lo stesso forno, due operazioni diverse nella normativa sui rifiuti.

  • • Inceneritore: l’impianto brucia il rifiuto per smaltirlo. Nella normativa è l’operazione di smaltimento D10, «incenerimento a terra» (D.Lgs. 152/2006, allegato B alla parte quarta).
  • • Termovalorizzatore: lo stesso impianto recupera il calore della combustione per produrre energia. È l’operazione di recupero R1, se l’efficienza energetica supera la soglia fissata dalla norma (allegato C).
  • • Per la tua azienda la differenza conta poco: i rifiuti sanitari, i farmaci e i rifiuti pericolosi vanno a impianti autorizzati per quei codici, non agli impianti urbani della tabella.

Il confronto completo, con i pro e i contro, è nella pagina sul termovalorizzatore.

Big bag bianchi pieni di ceneri e residui di combustione allineati sotto una tettoia d'acciaio, operatore in lontananza Immagine generata con intelligenza artificiale
Quello che resta dopo la combustione: ceneri e scorie, rifiuti a loro volta.
E per i rifiuti della tua azienda?

Rifiuti speciali delle aziende: non vanno agli inceneritori urbani

I rifiuti sanitari a rischio infettivo, i farmaci scaduti, le carcasse, le merci da distruggere e i rifiuti pericolosi vanno a impianti autorizzati per quei codici, spesso con la termodistruzione. Non li porti tu all’inceneritore: li ritira un’impresa iscritta all’Albo gestori ambientali, con il formulario. Descrivi cosa hai nel modulo e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia.

Domande

Domande frequenti sugli inceneritori in Italia

Risposte brevi, con la fonte dove serve.

Quanti inceneritori ci sono in Italia?

35 impianti di incenerimento di rifiuti urbani nel 2024, secondo il Catasto Nazionale Rifiuti di ISPRA: 12 in Lombardia, 7 in Emilia-Romagna, 3 in Veneto e 3 in Toscana, uno in altre dieci regioni.

Dov’è l’inceneritore più vicino a me?

Il Catasto ISPRA dà i conteggi per regione, non gli indirizzi. Per un’azienda la domanda giusta è un’altra: quale impresa autorizzata ritira il mio rifiuto. È quello che fa il modulo.

Come funziona un inceneritore?

Ricezione in fossa, caricamento nel forno, combustione con i gas ad almeno 850 °C per due secondi, recupero del calore, trattamento dei fumi e dei residui: i cinque passi qui sopra.

Quali sono i pro e i contro?

Riduce volume e massa del rifiuto e può produrre energia; lascia ceneri e scorie da smaltire e le sue emissioni sono soggette a limiti. Nella gerarchia dei rifiuti viene dopo prevenzione, riuso e riciclo (art. 179 D.Lgs. 152/2006).

Chi gestisce gli inceneritori?

Gestori pubblici, privati o misti, autorizzati dalla Regione o dalla Provincia: il Catasto non li nomina e questa pagina non lo fa al posto suo.

Hai rifiuti speciali da smaltire? Chiedi il preventivo

Indica il tipo di rifiuto, la quantità e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona.

Nel menu del modulo scegli la categoria del tuo rifiuto: sanitari, speciali, speciali pericolosi, alimenti o combusti.