# Inceneritore.it > Preventivi per la termodistruzione dei rifiuti URL: https://www.inceneritore.it/ Generato: 2026-10-14 --- # Incenerimento rifiuti per aziende > URL: https://www.inceneritore.it/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Incenerimento rifiuti sanitari, farmaci scaduti, merci e carcasse: descrivi cosa hai e ricevi preventivi da impianti e trasportatori autorizzati. # Incenerimento rifiuti per aziende Smaltisci con la termodistruzione il rifiuto che la legge non ti lascia buttare **Incenerimento rifiuti** sanitari a rischio infettivo, farmaci scaduti, merci da distruggere, carcasse e scarti non riciclabili: descrivi cosa hai e ricevi i preventivi delle imprese autorizzate della tua provincia. Il trasporto lo fanno iscritti all’Albo gestori ambientali, con formulario. ## Smaltimento rifiuti per tipo: scegli il tuo e vai alla procedura Non serve sapere il nome del servizio: scegli quello che hai in mano. Ogni voce porta alla pagina con la legge in cifre, cosa preparare e il modulo per il preventivo. ## Come funziona la termodistruzione dei rifiuti: dal ritiro all’impianto in tre passi Come funziona davvero il servizio, senza promesse sui tempi: quelli li fissa l’impresa che ti risponde. ## Cosa dice la legge sullo smaltimento dei rifiuti speciali: quattro regole Le citiamo con l’articolo perché tu possa verificarle: sono state rilette su Normattiva il 13 ottobre 2026. ## Cosa preparare per il preventivo di smaltimento rifiuti Averle pronte accorcia il preventivo e fa partire il ritiro senza un secondo giro di telefonate. ## Inceneritore o termovalorizzatore: la differenza in breve Si cerca spesso l’uno per intendere l’altro. L’inceneritore distrugge il rifiuto con il calore; il termovalorizzatore recupera da quel calore energia elettrica o termica. Per i rifiuti speciali delle aziende, sanitari e pericolosi, servono impianti dedicati alla termodistruzione, non quelli dei rifiuti urbani. ## Quanto costa l’incenerimento dei rifiuti: i tre fattori del preventivo Nessuno può darti una cifra seria senza sapere cosa hai: per questo il modulo chiede tipo, quantità e provincia. Tre fattori decidono quasi tutto. ## Domande frequenti sull’incenerimento dei rifiuti Risposte brevi; quelle lunghe stanno nelle pagine di ogni rifiuto. Dipende dal codice CER, dalla quantità e dalla distanza dall’impianto. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: noi non fissiamo prezzi e non pubblichiamo listini. Non lo promettiamo: lo decide ogni impresa in base al carico di lavoro. La richiesta parte subito dopo l’invio del modulo. Sì. La richiesta viene smistata per provincia alle imprese autorizzate che operano in quella zona. No. Descrivi il rifiuto con parole tue: l’attribuzione del codice la fa l’impresa che ti risponde, che se ne assume la responsabilità. Le imprese di smaltimento e trasporto registrate sul gestionale richieste.it e abilitate per la tua provincia. Nessun altro. No. È un portale editoriale di Automa S.r.l. che mette in contatto chi deve smaltire con chi è autorizzato a farlo. Non trasportiamo e non smaltiamo. ## Richiedi preventivi per lo smaltimento dei tuoi rifiuti Tipo di rifiuto, quantità e provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona, gratis e senza impegno. Dopo l’invio la richiesta viene smistata per provincia; a risponderti sono le imprese, con il loro preventivo. ## Le pagine più lette: rifiuti sanitari, farmaci e merci Ognuna con la legge in cifre, cosa preparare e il modulo. --- # Come funziona il servizio di preventivi | Inceneritore.it > URL: https://www.inceneritore.it/come-funziona/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Come funziona Inceneritore.it: descrivi il rifiuto, la richiesta va alle imprese autorizzate della tua provincia, ricevi i preventivi e scegli. # Come funziona il servizio di preventivi Inceneritore.it mette in contatto chi ha un rifiuto da smaltire con le imprese autorizzate della sua provincia. Tu descrivi il rifiuto una volta sola; a rispondere sono le imprese, ciascuna con il suo preventivo. Noi non smaltiamo, non trasportiamo e non fissiamo i prezzi: lo diciamo subito, così sai cosa aspettarti. ## Tre passi, dalla richiesta al preventivo È lo stesso percorso per tutte le categorie: cambia solo chi riceve la richiesta. Nel modulo scegli la categoria del rifiuto, indichi quantità, provincia e come raggiungerti. Niente telefono: si parte da uno scritto, così il dato è preciso. Arriva alle imprese di smaltimento e trasporto abilitate per quella categoria nella tua zona, registrate su richieste.it, il gestionale che smista le richieste. Ti rispondono loro, con i loro recapiti: confronti, chiedi chiarimenti, decidi. Nessun obbligo e nessun costo per la richiesta. ## Imprese autorizzate, nella categoria giusta Le richieste arrivano a imprese di smaltimento e trasporto rifiuti registrate su richieste.it e abilitate per la categoria che scegli nel modulo: sanitari, speciali, speciali pericolosi, alimenti, combusti, documenti. Sono loro a dirti il codice del rifiuto, l’impianto di destinazione e il prezzo. Il trasporto lo fa chi è iscritto all’Albo gestori ambientali, con il formulario. ## Cosa non facciamo Quattro cose che questo sito non è, scritte prima che tu le dia per scontate. ## Inizia dal modulo Scegli la categoria, indica quantità e provincia: la richiesta parte subito verso le imprese della tua zona. Se non sai quale categoria scegliere, descrivi il rifiuto nel campo del messaggio: lo smistamento lo correggiamo noi. ## Da dove partire Ogni rifiuto ha la sua pagina, con la procedura e il modulo. --- # Distruzione merci di magazzino: procedura e preventivi > URL: https://www.inceneritore.it/distruzione-merci/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Distruzione merci scadute o invendute: comunicazione preventiva, verbale o dichiarazione sotto 10.000 euro, documento di trasporto. Preventivi. # Distruzione merci La procedura che la prova al fisco e l’impresa che la smaltisce La **distruzione merci** di magazzino, scadute o invendute, si prova con una comunicazione preventiva, un verbale di pubblico funzionario, Guardia di finanza o notaio (sotto i 10.000 euro una dichiarazione sostitutiva) e il documento di trasporto dei residui. Senza, il fisco presume che la merce sia stata venduta (DPR 441/1997). Descrivi cosa devi distruggere e ricevi i preventivi delle imprese autorizzate della tua provincia. ## La procedura in quattro tappe, come la scrive la legge È l’articolo 2, comma 4, del DPR 441/1997 nel testo in vigore dal 1° gennaio 2018: senza queste tappe il fisco presume che i beni mancanti siano stati venduti. Una comunicazione scritta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e al comando della Guardia di finanza competenti, con luogo, data e ora della distruzione e la natura, qualità, quantità e costo dei beni. La merce si distrugge davanti a un pubblico funzionario, a un ufficiale della Guardia di finanza o a un notaio, che redige il verbale. Il verbale riporta data, ora, luogo, natura, qualità, quantità e costo dei beni. Se il costo non supera i 10.000 euro basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Quello che resta viaggia con un documento progressivamente numerato (DPR 472/1996), che accompagna il trasporto fino all’impianto. Fonte: DPR 10 novembre 1997, n. 441, art. 2, comma 4, letto su Normattiva il 13 ottobre 2026. Il termine di preavviso che una volta era nel comma è abrogato: oggi la legge dice «preventiva», senza giorni. ## Quando il fisco presume che la merce sia stata venduta L’articolo 1 dello stesso decreto è il motivo per cui la distruzione va documentata. Per la tua posizione fiscale parla con il commercialista: questa pagina spiega la procedura, non la sostituisce. ## Cosa prepari, e cosa fa l’impresa Da una parte l’elenco con il costo dei beni, dall’altra il trasporto e l’impianto. ## La termodistruzione in impianto autorizzato Alimenti, cosmetici, tessile, giocattoli, ricambi: la merce che non può tornare sul mercato entra come rifiuto speciale e viene distrutta in un impianto autorizzato. L’impresa che la ritira ti dice il codice del rifiuto e la destinazione. ## Le domande di chi deve distruggere merce Risposte brevi, con la fonte dove serve. Dipende dalla natura dei beni, dai chili e dalla distanza dall’impianto. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo cifre che non possiamo garantire. Sì: se il costo dei beni distrutti non supera i 10.000 euro, al posto del verbale puoi fare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (art. 2, comma 4, DPR 441/1997). La legge oggi dice solo «comunicazione preventiva»: il termine in giorni che c’era un tempo è stato abrogato. Avvisa con un anticipo che permetta a chi verbalizza di esserci. Sì: la distruzione certificata di documenti ha una categoria dedicata nel modulo, «Distruzione Documenti». La procedura fiscale di questa pagina riguarda le merci. Se i beni vanno a un’impresa autorizzata, la Cassazione (ord. 26223/2021) ammette il formulario come prova della distruzione, purché riporti produttore, tipo e quantità, impianto, data e destinatario. ## Chiedi il preventivo per la distruzione della merce Indica il tipo di merce, i chili o i bancali e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli «Smaltimento Rifiuti Speciali»; per archivi e documenti c’è «Distruzione Documenti». ## Se la merce da distruggere è di questo tipo Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Inceneritore: quanti sono in Italia, dove e come funziona > URL: https://www.inceneritore.it/inceneritori-in-italia/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Inceneritori in Italia: quanti sono per regione secondo ISPRA 2024, come funziona un inceneritore in cinque passi e la differenza col termovalorizzatore. # Inceneritore Quanti sono in Italia, dove sono e come funzionano In Italia nel 2024 un **inceneritore** di rifiuti urbani c’era in 14 regioni, per 35 impianti in tutto, 25 dei quali in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana (ISPRA, Catasto Nazionale Rifiuti). Qui trovi la tabella per regione, i cinque passi del funzionamento e la differenza con il termovalorizzatore. Se hai rifiuti speciali da smaltire, il modulo in fondo ti mette in contatto con le imprese autorizzate. ## Quanti inceneritori ci sono in Italia, regione per regione Gli impianti di incenerimento di rifiuti urbani attivi nel 2024 secondo il Catasto Nazionale Rifiuti di ISPRA: 35 in tutto, 25 dei quali in quattro regioni del Nord. Senza impianti di incenerimento di rifiuti urbani: Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo e Sicilia. Nel 2024 i 35 impianti hanno trattato 5.484.265 tonnellate di rifiuti urbani e di rifiuti derivati dal loro trattamento. Fonte: ISPRA, Catasto Nazionale Rifiuti, sezione impianti, anno 2024, letto il 13 ottobre 2026. Il Catasto dà i conteggi, non i nomi: per questo qui non trovi impianti né gestori. ## Un inceneritore in cinque passi Dalla fossa al camino: quello che succede dentro un impianto, senza il gergo. Il rifiuto arriva, viene pesato e scaricato nella fossa, dove un carroponte lo mescola per renderlo omogeneo. La benna porta il rifiuto nella tramoggia del forno: a griglia mobile per gli urbani, rotante per molti rifiuti speciali. Nella camera i gas devono restare ad almeno 850 °C per almeno due secondi: lo fissa la direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (art. 50). I fumi caldi passano in una caldaia: il vapore scalda o, nel termovalorizzatore, muove una turbina che produce energia elettrica. I fumi passano per filtri e reagenti prima del camino; ceneri e scorie escono come rifiuti con i codici della famiglia 19 01 e vanno a impianti dedicati. ## Inceneritore o termovalorizzatore? Lo stesso forno, due operazioni diverse nella normativa sui rifiuti. Il confronto completo, con i pro e i contro, è nella pagina sul termovalorizzatore. ## Gli impianti della tabella trattano rifiuti urbani: i tuoi vanno altrove I rifiuti sanitari a rischio infettivo, i farmaci scaduti, le carcasse, le merci da distruggere e i rifiuti pericolosi vanno a impianti autorizzati per quei codici, spesso con la termodistruzione. Non li porti tu all’inceneritore: li ritira un’impresa iscritta all’Albo gestori ambientali, con il formulario. Descrivi cosa hai nel modulo e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia. ## Le domande sugli inceneritori Risposte brevi, con la fonte dove serve. 35 impianti di incenerimento di rifiuti urbani nel 2024, secondo il Catasto Nazionale Rifiuti di ISPRA: 12 in Lombardia, 7 in Emilia-Romagna, 3 in Veneto e 3 in Toscana, uno in altre dieci regioni. Il Catasto ISPRA dà i conteggi per regione, non gli indirizzi. Per un’azienda la domanda giusta è un’altra: quale impresa autorizzata ritira il mio rifiuto. È quello che fa il modulo. Ricezione in fossa, caricamento nel forno, combustione con i gas ad almeno 850 °C per due secondi, recupero del calore, trattamento dei fumi e dei residui: i cinque passi qui sopra. Riduce volume e massa del rifiuto e può produrre energia; lascia ceneri e scorie da smaltire e le sue emissioni sono soggette a limiti. Nella gerarchia dei rifiuti viene dopo prevenzione, riuso e riciclo (art. 179 D.Lgs. 152/2006). Gestori pubblici, privati o misti, autorizzati dalla Regione o dalla Provincia: il Catasto non li nomina e questa pagina non lo fa al posto suo. ## Hai rifiuti speciali da smaltire? Chiedi il preventivo Indica il tipo di rifiuto, la quantità e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli la categoria del tuo rifiuto: sanitari, speciali, speciali pericolosi, alimenti o combusti. ## Per approfondire Le pagine che completano questa. --- # Rifiuti combusti: smaltimento di ceneri e residui > URL: https://www.inceneritore.it/rifiuti-combusti/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Rifiuti combusti: ceneri e residui di combustione sono rifiuti speciali con codice CER proprio. Chi li ritira e come si preparano. Preventivi. # Rifiuti combusti Ceneri e residui di combustione: codici e ritiro I **rifiuti combusti**, cioè ceneri, scorie e polveri di caldaia, sono rifiuti speciali con codici propri nell’elenco europeo e si conferiscono a imprese autorizzate, con il formulario. Descrivi il combustibile e le tonnellate e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia. ## Cosa sono e da dove vengono Ceneri pesanti, ceneri leggere, scorie e polveri di caldaia: il residuo solido di caldaie, forni e impianti termici. Sono rifiuti speciali dell’attività e alcuni, in base a cosa è stato bruciato, sono pericolosi. Fonte: elenco europeo dei rifiuti, decisione 2000/532/CE nel testo consolidato, letto su EUR-Lex il 14 ottobre 2026. L’asterisco segna il rifiuto pericoloso; il codice lo assegna chi produce il rifiuto con l’impresa che lo ritira. ## Cosa prepari Due cose, e il preventivo è preciso. ## Le domande sui rifiuti combusti Risposte brevi, con la fonte dove serve. Dipende dal combustibile: le ceneri di olio combustibile (10 01 04*) sono pericolose, quelle di legno non trattato (10 01 03) no. Lo stabilisce il codice, con un’analisi se c’è un dubbio. Dipende dalle tonnellate, dal codice e dalla distanza dall’impianto. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo cifre che non possiamo garantire. «Smaltimento Rifiuti Combusti»: è la categoria delle imprese che ritirano ceneri e residui di combustione. ## Chiedi il preventivo per il ritiro delle ceneri Indica combustibile, tonnellate e provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli «Smaltimento Rifiuti Combusti». ## Se con le ceneri hai anche questo Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: smaltimento > URL: https://www.inceneritore.it/rifiuti-sanitari-a-rischio-infettivo/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: deposito massimo 5 giorni, termodistruzione obbligatoria, contenitori a norma. Preventivi da imprese. # Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Termodistruzione in impianto autorizzato, deposito massimo 5 giorni I **rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo** si smaltiscono mediante termodistruzione in impianti autorizzati (art. 10 DPR 254/2003). Puoi tenerli in deposito temporaneo al massimo **5 giorni** dalla chiusura del contenitore, **30 giorni** se ne hai meno di 200 litri (art. 8). Descrivi quanti ne produci e ricevi i preventivi delle imprese autorizzate della tua provincia. ## Il calendario del deposito temporaneo: 5 giorni, o 30 sotto i 200 litri È la regola che decide quando chiamare: i giorni si contano dalla chiusura del contenitore. La proroga a 30 giorni vale solo per quantità inferiori a 200 litri, nel rispetto dei requisiti di igiene e sotto la responsabilità del produttore. Fonte: art. 8 del DPR 15 luglio 2003, n. 254, testo vigente letto su Normattiva il 13 ottobre 2026. Il deposito preliminare, di norma, non supera i 5 giorni; la durata la fissa l’autorizzazione dell’impianto. ## I tre imballaggi che l’articolo 8 chiede Ogni contenitore porta la scritta prescritta e il simbolo del rischio biologico; l’esterno deve resistere a urti e sollecitazioni e distinguersi per colore dagli altri rifiuti. ## Cosa succede dopo il ritiro: la termodistruzione L’articolo 10 dice dove finiscono questi rifiuti e come vanno caricati. Fonte: art. 10 DPR 254/2003, vigente al 13 ottobre 2026. ## Cosa resta a carico di chi produce il rifiuto La responsabilità non finisce al cancello: ecco cosa prepari e cosa conservi. ## Le domande di chi deve smaltire rifiuti a rischio infettivo Risposte sotto le sessanta parole, con la fonte dove serve. Dipende dal codice CER, dai litri conferiti e dalla distanza dall’impianto. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo cifre che non possiamo garantire. Solo se la quantità è inferiore a 200 litri: allora il deposito temporaneo può arrivare a 30 giorni, nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza (art. 8 DPR 254/2003). Sì: la norma vale per chi produce rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, qualunque sia la dimensione. Cambia solo la quantità, e con lei la durata del deposito. Di solito l’impresa che fa il ritiro li fornisce o li indica; chiedilo nel modulo, così il preventivo li comprende. Sì: ogni conferimento di rifiuti speciali viaggia con il formulario di identificazione, che resta la tua prova di avvenuto smaltimento. ## Chiedi il preventivo per il ritiro dei rifiuti sanitari Indica litri o chili al mese, il tipo di struttura e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli la categoria «Smaltimento Rifiuti Ospedalieri e Sanitari»: così la richiesta arriva a chi tratta questo rifiuto. ## Se in struttura hai anche questi rifiuti Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Smaltimento alimenti scaduti: ritiro per attività > URL: https://www.inceneritore.it/smaltimento-alimenti-scaduti/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Smaltimento alimenti scaduti e non conformi: come separarli, etichettarli e conferirli a imprese autorizzate con la checklist HACCP. Preventivi gratuiti. # Smaltimento alimenti scaduti Dove vanno, come li separi, cosa chiede l’impresa Lo **smaltimento degli alimenti scaduti** o non conformi di un’attività passa da un’impresa autorizzata, con il formulario: non dall’indifferenziata né dall’organico domestico. Carne, pesce, latte e uova seguono il regolamento sui sottoprodotti di origine animale. Descrivi quantità, imballo e deperibilità e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia. ## La lista di controllo del ritiro, in cinque passi È quello che fai da te prima che l’impresa arrivi: così il preventivo è preciso e il ritiro non torna indietro. Lo scaduto e il non conforme stanno in un contenitore loro, mai con l’indifferenziata né con l’organico domestico. Sul contenitore: cosa c’è, da quando, se è deperibile. È quello che l’impresa chiede per primo. Il carico va nel registro dei rifiuti, con la data: è la base del formulario. Lotto, scadenza, motivo del ritiro: se la merce è bloccata da un richiamo, tieni la comunicazione. Il deperibile aspetta il ritiro al freddo: un rifiuto che cola o fermenta cambia prezzo e procedura. ## Scaduto e non conforme non sono la stessa cosa Entrambi escono dal mercato, ma il motivo cambia cosa devi conservare. ## Carne, pesce, latte e uova scaduti sono materiali di categoria 3 Il regolamento europeo sui sottoprodotti di origine animale (Reg. CE 1069/2009, art. 10, lett. f) classifica come categoria 3 i prodotti di origine animale non più destinati al consumo umano per motivi commerciali o per difetti di imballaggio, se non presentano rischi per la salute. Seguono quel regolamento, con un’impresa riconosciuta per i sottoprodotti: nel modulo descrivili a parte, e per il dettaglio delle categorie c’è la pagina sulle carcasse animali. ## Cosa chiede l’impresa per darti un prezzo Tre dati, e la risposta è precisa invece che «da valutare». ## Le domande di chi deve smaltire alimenti scaduti Risposte brevi, con la fonte dove serve. Dipende dai chili, dalla deperibilità e dall’imballo. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo cifre che non possiamo garantire. No: gli alimenti scaduti di un’attività sono rifiuti dell’attività (D.Lgs. 152/2006) e si conferiscono a imprese autorizzate con il formulario, non alla raccolta domestica. Dipende dall’impresa e dall’impianto: alcune separano loro, altre chiedono il prodotto sfuso. Dillo nel modulo e il preventivo lo tiene conto. Conserva la comunicazione del richiamo e l’elenco dei lotti: vanno nel fascicolo con il formulario. Se c’è un sequestro, il ritiro aspetta il via dell’autorità. ## Chiedi il preventivo per il ritiro degli alimenti scaduti Indica chili o bancali, imballo, deperibilità e provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli «Smaltimento Alimenti»: è la categoria delle imprese che ritirano derrate scadute e non conformi. ## Se con gli alimenti hai anche questo Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Smaltimento carcasse animali: ritiro e incenerimento > URL: https://www.inceneritore.it/smaltimento-carcasse-animali/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Smaltimento carcasse animali per allevamenti, canili e cliniche veterinarie: categorie di sottoprodotti, cosa fare nelle prime ore, preventivi. # Smaltimento carcasse animali Cosa fai nelle prime ore e chi ritira, categoria per categoria Lo **smaltimento delle carcasse animali** segue il regolamento europeo sui sottoprodotti di origine animale: la categoria decide se la carcassa va all’incenerimento o al coincenerimento in un impianto riconosciuto. Nel frattempo si isola, si tiene al freddo e si avvisa il veterinario ASL. Descrivi specie, numero e provincia e ricevi i preventivi dei trasportatori riconosciuti della tua zona. ## Le tre categorie dei sottoprodotti, e dove va ciascuna Il regolamento (CE) 1069/2009 divide i sottoprodotti di origine animale in tre categorie, e la categoria decide lo smaltimento. Sono le righe che l’impresa ti chiederà di riconoscere. Fonte: regolamento (CE) n. 1069/2009, testo consolidato, letto su EUR-Lex il 13 ottobre 2026. Per gli animali da compagnia valgono regole dedicate; l’impresa che ritira ti dice la categoria se hai un dubbio. ## Cosa fai subito, in tre mosse La procedura parte da te: isolamento, segnalazione, ritiro. Sposta la carcassa in un punto che gli altri animali non raggiungono, al coperto e al freddo se puoi: in estate conta anche il tempo di attesa. Se la morte è improvvisa o sospetta, il servizio veterinario decide se servono accertamenti prima dello smaltimento: non spostare la carcassa fuori dall’azienda. Il ritiro lo fa un trasportatore riconosciuto per i sottoprodotti, con il documento commerciale che accompagna il carico fino all’impianto. ## Quando il sotterramento è ammesso, e perché non è la regola L’articolo 19 del regolamento elenca i casi in cui l’autorità competente può autorizzare lo smaltimento in loco: sono eccezioni, non un’alternativa al ritiro. ## Cosa accompagna il carico, e cosa resta a te Per i sottoprodotti di origine animale il documento non è il formulario dei rifiuti ma il documento commerciale del regolamento, con la registrazione delle partite. ## Le domande di chi deve smaltire una carcassa Risposte brevi, con la fonte dove serve. Dipende dalla specie, dal peso, dalla distanza e dall’urgenza. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo cifre che non possiamo garantire. Solo nei casi dell’art. 19 del regolamento 1069/2009 e se l’autorità competente lo autorizza: animali da compagnia ed equidi, zone isolate, focolai. Per il resto il ritiro è la regola. La decide il regolamento in base all’animale e alla causa: il veterinario ASL e l’impresa che ritira ti aiutano a riconoscerla. In caso di sospetto di malattia è sempre categoria 1 o 2. Sì: gli animali da compagnia morti sono categoria 1 e vanno a un impianto riconosciuto. Il ritiro lo organizza la struttura con un trasportatore riconosciuto. «Smaltimento Rifiuti Speciali Pericolosi»: è la categoria delle imprese che trattano anche i sottoprodotti di origine animale. ## Chiedi il preventivo per il ritiro delle carcasse Indica specie, numero di capi, peso stimato e provincia: la richiesta va ai trasportatori riconosciuti della tua zona. Nel menu del modulo scegli «Smaltimento Rifiuti Speciali Pericolosi»: è la categoria delle imprese che trattano i sottoprodotti di origine animale. ## Se in azienda hai anche questi rifiuti Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Smaltimento farmaci scaduti: ritiro per farmacie e RSA > URL: https://www.inceneritore.it/smaltimento-farmaci-scaduti/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Smaltimento farmaci scaduti per farmacie, RSA, ospedali e veterinari: chi li ritira, con quale documento, come si prepara il conferimento. # Smaltimento farmaci scaduti Chi li ritira, con quale documento, come prepari il conferimento Lo **smaltimento dei farmaci scaduti** di un’attività passa da un’impresa autorizzata, con il formulario di identificazione: non dal contenitore dei cittadini né dall’indifferenziata. Il reso al distributore è un’altra cosa, e gli stupefacenti hanno una procedura dedicata. Descrivi la tua struttura e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia. ## Chi ritira i farmaci scaduti, struttura per struttura La regola è una: i medicinali scaduti di un’attività sono rifiuti speciali dell’attività e si conferiscono a imprese autorizzate, con il formulario. Cambia solo cosa tieni separato. ## I codici dell’elenco europeo che userai Il codice lo assegna chi produce il rifiuto, insieme all’impresa che lo ritira: questi sono quelli della famiglia dei medicinali. Fonte: elenco europeo dei rifiuti, decisione 2000/532/CE nel testo consolidato, letto su EUR-Lex il 14 ottobre 2026. L’asterisco segna il rifiuto pericoloso. ## Il reso al distributore e gli stupefacenti Due flussi che si confondono con il ritiro dei rifiuti, e che vanno tenuti fuori dal contenitore. ## Cosa prepari per il preventivo e per il conferimento Con questi quattro elementi l’impresa ti dà un prezzo preciso e il ritiro non si ferma al cancello. ## Le domande di chi deve smaltire farmaci scaduti Risposte brevi, con la fonte dove serve. Dipende dai chili, dalla presenza di citotossici e dalla distanza dall’impianto. Il preventivo arriva dalle imprese della tua provincia: non pubblichiamo una cifra che non possiamo garantire. No: i farmaci scaduti di casa si portano nel contenitore della farmacia, che segue la raccolta comunale. Questa pagina è per le attività che producono il rifiuto. Sì: ogni conferimento di rifiuti speciali a un’impresa autorizzata viaggia con il formulario di identificazione, qualunque sia la quantità. Sì, con i codici della loro famiglia (18 02 08 e 18 02 07*): stessi contenitori, stesso formulario, stessa impresa autorizzata. «Smaltimento Rifiuti Ospedalieri e Sanitari»: è la categoria delle imprese che trattano i medicinali, anche per farmacie e ambulatori. ## Chiedi il preventivo per il ritiro dei farmaci scaduti Indica il tipo di struttura, i chili stimati e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli «Smaltimento Rifiuti Ospedalieri e Sanitari»: è la categoria delle imprese che trattano i medicinali. ## Se nella tua struttura hai anche questi rifiuti Ogni pagina ha la sua procedura e il suo modulo. --- # Termovalorizzatore: come funziona, pro e contro > URL: https://www.inceneritore.it/termovalorizzatore/ > Ultima modifica: 2026-10-14 Termovalorizzatore e inceneritore a confronto: come funziona la valorizzazione energetica, i pro e i contro con le fonti, quando serve la termodistruzione. # Termovalorizzatore Cosa lo distingue dall’inceneritore, pro e contro con le fonti Un **termovalorizzatore** è un inceneritore che recupera il calore della combustione per produrre energia elettrica o calore: nella normativa è l’operazione di recupero R1, contro lo smaltimento D10 dell’incenerimento semplice. Qui trovi il confronto a due colonne, i cinque passi del funzionamento e i pro e i contro che hanno una fonte. Se hai rifiuti speciali da smaltire, il modulo in fondo ti mette in contatto con le imprese autorizzate. ## Inceneritore e termovalorizzatore, a confronto Lo stesso forno, due operazioni diverse per la normativa sui rifiuti: smaltimento D10 da una parte, recupero energetico R1 dall’altra. ## Dalla fossa alla turbina, in cinque passi Gli stessi passi dell’inceneritore, con il quarto che fa la differenza. ## Quello che si può dire con una fonte Niente opinioni: ogni riga ha dietro una norma o un dato ISPRA. Quello che non ha una fonte non è scritto. ## I tuoi rifiuti speciali non vanno al termovalorizzatore urbano Rifiuti sanitari, farmaci scaduti, carcasse, merci da distruggere e rifiuti pericolosi vanno a impianti autorizzati per quei codici, con la termodistruzione dove la legge la prevede. Non li porti tu: li ritira un’impresa iscritta all’Albo gestori ambientali, con il formulario. Descrivi cosa hai nel modulo e ricevi i preventivi delle imprese della tua provincia. ## Le domande sul termovalorizzatore Risposte brevi, con la fonte dove serve. Lo stesso tipo di impianto. Il termovalorizzatore recupera il calore per produrre energia (operazione R1); l’inceneritore brucia per smaltire (operazione D10). Lo dicono gli allegati B e C del D.Lgs. 152/2006. ISPRA conta 35 impianti di incenerimento di rifiuti urbani nel 2024, 12 dei quali in Lombardia. Il Catasto li classifica per tipo di rifiuto, non per il nome commerciale. Fumi trattati da filtri e reagenti, entro i limiti della direttiva 2010/75/UE. Le ceneri e le scorie non escono dal camino: sono rifiuti con i codici 19 01 e vanno a impianti dedicati. No, non direttamente: i rifiuti speciali vanno a impianti autorizzati per i loro codici, tramite un’impresa iscritta all’Albo gestori ambientali e con il formulario. È quello che il modulo organizza. ## Hai rifiuti speciali da smaltire? Chiedi il preventivo Indica il tipo di rifiuto, la quantità e la provincia: la richiesta va alle imprese autorizzate della tua zona. Nel menu del modulo scegli la categoria del tuo rifiuto: sanitari, speciali, speciali pericolosi, alimenti o combusti. ## Per approfondire Le pagine che completano questa.